Fotoringiovanimento


Laser CO2 frazionale

Laser CO2 frazionaleIl laser CO2 è un laser ad effetto ablativo (cioè che determina la vaporizzazione dei tessuti trattati) che può essere impiegato in un’ampia gamma di applicazioni in chirurgia dermatologica. Mediante tale apparecchiatura è possibile la asportazione in modo estremamente preciso di neoformazioni della pelle come verruche virali, condilomi, fibromi, cheratosi seborroiche, nevi dermici, xantelasmi delle palpebre, etc.

L’impiego del laser in modalità ultrapulsata permette nella maggior parte dei casi di non ricorrere ad anestesia locale

L’estrema precisione di azione di questo strumento permette di ottenere degli ottimi risultati estetici e rapida riepitelizzazione (guarigione) della zona trattata.



Fotoringiovanimento laser assistito

Il foto-ringiovanimento laser-assistito è indicato in tutte quelle situazioni (come rughe superficiali, lentiggini senili, cheratosi solari, foto-invecchiamento di I e II grado) in cui si renda necessaria una dermoabrasione molto superficiale.

I risultati ottenuti, soprattutto nella correzione dei danni da foto-invecchiamento, hanno indotto a identificare per questo tipo di trattamento un ruolo intermedio tra i peeling chimici e il lifting chirurgico. Inoltre, sfruttando soprattutto il danno termico che viene indotto in profondità, si ottiene una contrazione del collagene del derma ed una neo-sintesi di collagene, che rendono la tecnica efficace anche nel trattamento delle cicatrici depresse (in particolare quelle post-acneiche) e delle rughe profonde.

Il trattamento può essere eseguito senza anestesia o ricorrendo all’applicazione di anestetici topici.

I tempi di riparazione dell’epidermide sono di regola brevi, ed anche i fenomeni infiammatori risultano molto contenuti.

Questa tecnica, molto diffusa negli USA, ha preso le mosse dall’allestimento di sorgenti laser impulsate caratterizzate da una durata dell’impulso estremamente breve (250-900 ms) e densità di energia sufficiente (superiore cioè a 5 J/cm2) a provocare la vaporizzazione dell’ epidermide.

Un ulteriore progresso, che ha reso ancor più affidabile l’intervento, è stato conseguito grazie all’adozione di sofisticati scanner, tecnologia che consente oggi ai laser impulsati di distribuire i colpi per unità di superficie senza sovrapposizioni, garantendo cioè la necessaria uniformità della dose e prevedibilità dell’effetto.

In realtà l’uso di scanner controllati con microprocessori ha fatto sì che anche i laser a CO2 in emissione continua possano essere oggi sfruttati nello skin resurfacing grazie alla possibilità di spostare automaticamente, in modo estremamente rapido e preciso, lo spot sull’area da trattare. Inoltre l’impiego di specifici scanner ha permesso di variare la spaziatura tra i singoli colpi ottenendo quindi un frazionamento della energia applicata che permette una più rapida ri-epitelizzazione della superficie trattata.

Nel contempo il danno termico residuo esteso in profondità per circa 50 m, consente di ottenere anche una valida emostasi nonché la contrazione del collagene dermico.

Perciò il resurfacing con il laser a CO2 è indicato in tutte quelle situazioni in cui si renda necessaria un’azione che coinvolga sia l’epidermide che il derma superficiale (rughe non superficiali a sede periorale o periorbitale, della fronte, della glabella, cicatrici atrofiche del volto, cheilite attinica, pigmentazioni facciali diffuse).

Uno dei più rilevanti vantaggi della tecnica frazionale è maggiore rapidità di recupero dal trattamento. Infatti la tecnica di laser resurfaceing tradizionale ha necessità di un lungo e indaginoso periodo di convalescenza (da 7 a 10-15 giorni), che prevede accurate medicazioni successive all’intervento, per ottenere la cicatrizzazione delle aree cruentate, ed una lentissima regressione dell’eritema e dell’edema.

Questo comportava la necessità di essere sottratti per un intervallo di tempo più o meno variabile alle normali attività lavorative, ricreative e sociali e l’impossibilità di esporsi al sole per un periodo di tempo estremamente prolungato.

Il frazionamento dell’impulso permette invece un recupero molto più breve (2-5 giorni) con una lieve esfoliazione ed un eritema (mascherabile con make-up) che non supera i 7 giorni dal trattamento.



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Video Resurfacing frazionale per ringiovanimento del volto